Archiproducts Milano 2021: Future Habit(at)

In un mondo post-pandemia tecnologia e ‘cocoon’ costruiscono gli spazi dell’abitare

Work in progress per il nuovo layout di Archiproducts Milano! Lo spazio di via Tortona 31 si prepara a presentare il nuovo progetto di allestimento dal tema “Future Habit(at)”. Frutto della collaborazione con lo Studio Salaris, il progetto dell’edizione 2021 vede la partecipazione di oltre 60 brand internazionali, tutti entusiasti e pronti a ripartire dopo un anno estremamente faticoso. Le porte saranno nuovamente aperte al pubblico entro il mese di aprile.

In un mondo post-pandemia, in cui il confine tra casa e spazio di lavoro si dissolve, come può l’interior design definire il “nuovo normale” e costruire l’abitare del futuro? Future Habit(at) mette in scena una nuova interpretazione dell’abitare, dove le parole chiave sono tecnologia, sempre più silenziosa e spoglia delle interfacce tradizionali, per migliorare il nostro modo di vivere e lavorare, e spazi cocoon come occasioni di intimità negli spazi comuni.

La presentazione ufficiale del layout Archiproducts Milano 2021 è in programma nelle prossime settimane, nell’ambito di un rinnovato calendario che non è più necessariamente scandito dai grandi eventi del design. Se negli anni passati era la settimana milanese del design a scandire i tempi di inaugurazione e presentazione ufficiale dello spazio di via Tortona al pubblico, oggi ci troviamo di fronte ad uno scenario differente. Gli stop intermittenti che nell’ultimo anno sono stati causati dall’emergenza Covid 19 ci conducono ad una nuova modalità organizzativa, che si fa più rispettosa dei tempi e delle esigenze particolari di ogni singola azienda, all’interno di precisi e individuali percorsi di ricerca e sviluppo. Rispetto al passato, crediamo oggi nella preziosità di eventi più specifici, che abbiano come driver principale la qualità del tempo e la tipologia degli incontri, anche con numeri ridotti di partecipanti ma supportati da una strategia digitale collegata. L’edizione 2021 di Archiproducts Milano prende il via da questa nuova prospettiva.

Spazi ‘cocoon’. L’abitare si presta a nuove interpretazioni, tra intimità e condivisione
In un momento in cui viene meno il confine tra casa e spazio di lavoro, si modifica anche il design. In un mondo post-pandemia il design acquisisce un ruolo centrale nella definizione del “nuovo normale”. Se la casa si è trasformata in home office, l’ufficio – dove oramai tutti non vediamo l’ora di tornare – diventa un luogo ibrido, dove le scrivanie lasciano spazio a nuove aree pensate per la condivisione, che in questo momento ci manca come l’aria. Nella progettazione degli spazi del futuro l’obiettivo non è dunque solo distanziarci dagli altri, ma condividere lo spazio in modo nuovo.

Ad Archiproducts Milano questo modo nuovo si traduce in elementi ibridi di aggregazione, cucine che diventano tavoli coworking, pareti abitabili e spazi cocoon.

Il termine inglese cocoon significa bozzolo, mentre il verbo si traduce in coccolare, proteggere: i ‘cocoon’ sono spazi dove ritrovare la propria intimità nei luoghi pubblici.
Tutte le stanze del building di via Tortona accolgono dei ‘cocoon’, che si traducono in archi abitabili – che ospitano uomini e tecnologia – oblò interattivi con cuffie e tablet, rivestimenti a parete che diventano architetture abitabili, e isole ufficio negli ambienti più ampi.

Gli archi abitabili diventano anche simbolo grafico della nuova facciata realizzata con catenelle in alluminio anodizzato.

La tecnologia si dematerializza
La rinnovata attenzione agli ambienti che viviamo e il “salto” tecnologico e digitale verso cui il covid-19 ci ha spinti portano oggi ad apprezzare ancor più che in passato una casa smart. L’ottimizzazione di illuminazione, clima o sicurezza contribuisce senza dubbio ad un sempre più auspicato miglioramento della nostra quotidianità.

In che modo oggi la casa intelligente può prendersi cura di noi? E come l’interior design può includere nel suo linguaggio la continua e veloce evoluzione degli strumenti digitali, al fine di renderli umani e non impattanti, e creare spazi in cui l’uomo possa vivere e lavorare interagendo naturalmente con la tecnologia?

Nello Smart Apartment ospitato negli spazi di Archiproducts Milano si può fare diretta esperienza dell’efficacia di domotica e oggetti smart nell’aiutarci a mantenere la giusta concentrazione e produttività. Come? Permettendoci di impostare timer, promemoria, ritmi che delineano buone abitudini e ci aiutano a mantenerle.

Sempre meno evidente, la tecnologia si dematerializza, spogliandosi delle interfacce tradizionali, per diventare silenziosa e lasciare posto alla creatività e alla sperimentazione nel progetto. Oggetti e materiali sono le nuove interfacce intelligenti tra l’uomo e lo spazio, per vivere e abitare con intelligenza la casa, l’ufficio e la città. Ad Archiproducts Milano si può sostare in oblò interattivi con cuffie e tablet per vivere una nuova esperienza domestica digitale; la cucina diventa intelligente, con frigoriferi e forni smart e piani interattivi; semplici pannelli di legno con display touch diventano interfacce per sistemi domotici.

Archiproducts Milano 2021 è manifesto dell’abitare gli spazi del futuro: un percorso interattivo e multimediale alla scoperta del lato soft della tecnologia e di un rinnovato modo di intendere la condivisione degli spazi, in una ‘nuova normalità’ all’insegna di sostenibilità, estetica e comfort.

Partner

Abitex, Ambientec, Andlight, Astro Lighting, Bedont, BloomBoom, Braun, Bticino, Buzzispace, Cedit – Ceramiche d’Italia, D’Armes, Desalto, Dooor, Econyl, Elmar, Faema, Florim, Framery, Garda, Hobby Flower, Interna8, Kriskadecor, Midgard, Milla&Milli, Netgear – Meural, Novacolor, Olimpia Splendid, Paola Paronetto, Paolo Castelli, RE-volt, Samsung, Scirocco H, Serge Mouille, Silentlab, Slayer, Steininger, Tapis Rouge, Toscanini, True Design, Velux

Technical partner

Arredo Creativo, Alcarol, Centrsvet, Dimensione3, Detale, Dlimit, Flos, Gypsum, Heymat, Italian Converter, Kelly Wreastler X Lee Jofa, Knauf AMF, Linvisibile, La Cimbali, Mui Lab, Noho, Object Carpet, Officinarkitettura, Sarawagi, Strackk, 101 Caffè

Media Partner

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Atlantic Stars: la collezione SS21 ad Archiproducts Milano

Archiproducts Milano fa da sfondo allo shooting di WNLab per la collezione Primavera/Estate 2021 di Atlantic Stars

Gli spazi di via Tortona 31 e gli arredi di BuzziSpace accompagnano gli scatti di WNLab e le collezioni Primavera/Estate 2021 di Atlantic Stars, all’insegna di tinte fluo, animalier e cangianti riverberi. Le sneaker si trasformano in caleidoscopiche visioni “urban jungle” che ammiccano al trekking senza dimenticare le icone degli anni ’70 e ’80 che hanno reso Atlantic Star un brand unico nel suo genere, per un concentrato di energia, glam e comfort.

Credits: WNLab + BuzziSpace

Atlantic Stars è un brand innamorato degli anni ’80 fin dalla sua prima sneaker, prodotta a Firenze nel 2014. Sono gli anni della spensieratezza, della speranza e dell’ambizione. Messaggi positivi che Atlantic Stars infonde e trasmette con le sue collezioni in cui colore e comfort sono protagonisti.

                          

                                        

                                           

Boglioli presenta la nuova collezione FW21 negli spazi Archiproducts Milano

Armonia cromatica tra la selezione di arredi di via Tortona 31 e la collezione di abiti Boglioli

Tradizione e innovazione. Questo, il codice genetico della Casa Sartoriale Boglioli: una realtà industriale capace di interpretare “i saperi” dell’arte manifatturiera italiana con spirito avanguardistico e rivoluzionario.

Per la collezione FW21, il brand del fashion sceglie Archiproducts Milano. Il risultato è un allestimento all’insegna dell’armonia dei colori degli arredi esposti nella location e della collezione di abiti Boglioli.

In un momento travagliato e incerto come questo, Boglioli presenta una collezione senza tempo, realizzata a mano in Italia ma rivolta ai clienti di tutto il mondo.

Nella nuova collezione Boglioli c’è la stessa voglia di autenticità che ha caratterizzato gli anni 50 e 60, quando i vestiti erano la massima espressione del proprio modo di essere e il guardaroba rompeva i classici schemi per crearne di nuovi: più liberi, meno convenzionali, con l’utilizzo del colore e suggestioni riprese da lontano.

Colori che spaziano dal verde al crema, dall’antracite al bruciato per toccare anche tonalità più calde come il tabacco e le sfumature dei beige. Immancabili le sofisticate gradazioni dei blu, dall’ottanio fino ad arrivare agli azzurri polvere.

I tessuti sono morbidi e avvolgenti: lane 14 micron, cachemire tinto in capo, velluti, tencel mischiati con lane e con cotoni vengono utilizzati per creare giacche decostruite e impalpabili. Principe di Galles, pied-de-poule, vichy, resche, gessati sono sviluppati su flanelle e shetland, ma vengono lavati e alleggeriti per raggiungere la morbidezza che da sempre contraddistingue il brand. Il tessuto assume piu` di una ‘vita’, utilizzato trasversalmente per creare sia la giacca, che la camicia e i pantaloni.

Una collezione atemporale, progettata con criteri di qualità che la rendono duratura nel tempo, con linee classiche e minimali che ne fanno un passe-partout indispensabile per ogni guardaroba.

Vieni a trovarci in via Tortona 31 e scopri la nostra selezione di prodotti “ready to shop”!

A lezione di Design: IED ad Archiproducts NEXT

IED stringe la collaborazione con Archiproducts Milano per parlare di Design, Moda e Comunicazione.

Mettere in evidenza contenuti culturali utili ad approfondire la situazione attuale e gli sviluppi futuri: è questo il motivo che porta IED e Archiproducts Milano di nuovo insieme, all’interno del palinsesto di Archiproducts NEXT*.

Attraverso una serie di Workshop e Lesson, Giovanni Ottonello, Art Director IED, ha guidato gli studenti in un percorso di approfondimento e ricerca sulle nuove direzioni del Design, del Fashion e della Comunicazione, sulle modalità in cui l’impatto ambientale ha influenzato il modo di vivere e progettare.
Clelia Bergna, Head of career service IED ha approfondito il tema dell’evoluzione delle professioni del settore insieme a illustri ospiti esperti della digital transformation.

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*l’evento e le foto sono antecedenti il DPCM del 24 ottobre 2020

           

Inoltre, alcune studentesse del corso di Interior Styling IED hanno seguito la produzione di uno shooting dal concept allo styling, fino al prodotto finale. Protagonisti del progetto, alcuni degli arredi presenti ad Archiproducts Milano.

L’esercizio era volto alla creazione ex tempore di un set utilizzando i prodotti presenti in via Tortona 31, costruendo il racconto, il concept e il set del progetto. Tutto, sotto la guida dei docenti di Props Styling, Simona Marzoli, e di Principi di Styling, Omar Sartor.

Il vaso Guggenheim, fa parte di una serie di vasi in ceramica scultorea, basati sulla geometria archetipica.

La transizione tra geometria unita, linee nette e sagome sottili crea illusioni ottiche decorative. La trama della superficie fatta a mano cattura magnificamente la luce e diventa un oggetto artistico nello spazio.

L’idea dello scatto nasce dalla reinterpretazione del concetto di Ikebana, ovvero l’arte della disposizione dei fiori recisi legata al mondo del Giappone. Questo concetto è stato espresso attraverso questo scatto, che vuole mettere in risalto il valore e l’essenza dell’oggetto, rendendolo protagonista attraverso il gioco di luci, ombre e trasparenze.

Credits:

Gaia Resi (@ga__ia), Giorgia Formentin (@_fojoy), Tatiana Ponomareva (@tatianaponomareva)

Ph. Omar Sartor

L’idea di questo scatto è quella di ricreare un ambiente dai tratti eterei così da far spiccare, attraverso le trasparenze e le simmetrie, le linee morbide e geometriche degli elementi scelti. Il tutto secondo un rigore dato dall’accordo cromatico di colori complementari. 

Setting:

Tavolino MINI CLAY di Marc Krusin – DESALTO 

Isola acustica BuzziBracks di Alain Gilles – BuzziSpace 

Imbottito in velluto – ONE Mario Sirtori

Credits: 

Karolin Köll (@karolin_koll), Alessia Biasion, (@alessia.biasion ), Valeria Matera (@valeriafailaseria)

Ph. Omar Sartor

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Scatti d’Autunno ad Archiproducts Milano

Tra moda e design, via Tortona 31 fa da sfondo agli shooting di Fratelli Rossetti, Falmec, Chicca Lualdi e Orciani.

Gli spazi di Archiproducts Milano diventano la scenografia che accompagna gli scatti dei colori autunnali della F/W 2020/21 di Fratelli Rossetti, le rotondità di Sophie, la cappa-gioiello firmata Falmec, e le collezioni Orciani e Chicca Lualdi.

La proposta androgina di Fratelli Rossetti

Fratelli Rossetti dedica la collezione Autunno/Inverno 2020/2021 all’audacia: complementarità cromatica e linee marcate rappresentano le parole chiave della nuova proposta con la quale Fratelli Rossetti orienta le scelte mannish invernali.

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Scarpe dal carattere deciso, a incarnare i trend androgini della prossima stagione inverno.
La trasversalità fra collezioni donna e uomo resta uno dei valori più rappresentativi del brand. Il concetto prende forma nel claim “Love Each Side of You”, che invita l’interlocutore ad innamorarsi e ad includere in un unico corpo le proprie due anime: maschile e femminile.

E’ un tema che fa parte del DNA del brand, fin dagli anni ’70 quando Fratelli Rossetti inizia a giocare sulla complementarità dei guardaroba: la calzatura maschile si apre alle sperimentazioni più audaci nelle scelte dei colori, dei pellami, delle lavorazioni, mentre la scarpa femminile diventa sempre più pratica.

     

La proposta per il prossimo inverno punta sull’abbinamento di colori intensi, a tratti complementari, come il rosso e il nero o il giallo e il viola e su un’interessante combinazione di materiali e texture.

     

Cliente – Fratelli Rossetti
Direzione creativa – Motel409
Consulenza artistica – Sergio Colantuoni

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Sophie: la cappa-gioiello di Falmec per Living Kitchen

Sophie è tra i modelli più noti e apprezzati delle proposte Falmec. Il design a “coppa rovesciata” e la doppia funzione di aspirazione e filtrazione, la rendono frutto di un felice abbinamento di tecnologia ed estetica.

In scena ad Archiproducts Milano, Sophie evolve in Sophie Lamp: la cappa che aspira, decora e illumina.

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S’mesh e lo shooting Diemmebi ad Archiproducts Milano

Diemmebi sceglie via Tortona 31 come location per lo shooting dedicato a S’mesh

“Un filo d’acciaio si piega, intraprende un viaggio, crea uno spazio tridimensionale, un vuoto da riempire ad ogni meta del viaggio si arricchisce, accoglie altro in un abbraccio e diventa seduta. Non si ferma, altri obiettivi lo attendono. E’ una rete che si allarga e raggiunge luoghi molto lontani tra loro.” E’ la storia di S’mesh, la meeting chair protagonista dello shooting Diemmebi ad Archiproducts Milano, disegnata da Basaglia e Rota Nodari.

S’mesh è una sedia leggera e versatile, utilizzata quotidianamente in via Tortona 31 per workshop e press day sia per il comfort della seduta e sia per la capacità di inserirsi con discrezione in ogni ambiente. Il design minimal del prodotto e il suo carattere innovativo le è valsa la selezione agli Adi Design Index nel 2016.

Realizzata con uno schienale fatto di curve e controcurve che mantengono in tensione il tessuto, S’mesh si adatta in maniera ergonomica alla schiena di chi la utilizza. Si monta e si smonta senza l’impiego di viti e offre infinite possibilità di personalizzazione, come dimostrato dal Non. Concorso “Dress your Chair” organizzato presso la Fondazione Castiglioni.

In questi scatti, la rete dello schienale è stata personalizzata da Viganò.

I cocktail prêt-à-porter di NIO ad Archiproducts Milano

Lo shooting dei cocktail NIO in via Tortona 31

Bere un perfetto Negroni o un fresco Margarita in ogni luogo e occasione. E’ l’idea alla base di NIO, l’azienda fondata da quattro giovani imprenditori italiani che hanno deciso di stravolgere le abitudini di consumo di alcolici con cocktail artigianali di altissima qualità in un pack innovativo. Tra i partner dell’ADA Night 2019, NIO unisce l’arte di un master mixologist come Patrick Pistolesi all’utilizzo dei migliori spirits: il risultato sono cocktail pronti da versare in un bicchiere colmo di ghiaccio, per averli con sè ovunque e in ogni momento.

Essent’ial firma le bag dell’ADA Night Party 2019

Archiproducts collabora con il brand che sperimenta con la carta nel pieno rispetto della natura

Archiproducts affida ad Essent’ial la produzione delle bag in edizione limitata dedicate ai vincitori degli ADA 2019. Fondata nel 2006 da Albano Ghizzoni come una sfida alla tipolitografia (A.G.C. srl di Carpi), Essent’ial è il risultato di un intero mondo che ruota attorno all’universo carta e che fa della sperimentazione con la fibra di cellulosa il proprio core business.

Oltre Archiproducts, molti altri brand e protagonisti del Design e della Moda hanno collaborato con Essent’ial, condividendo la stessa attenzione alle tematiche ambientali. Matteo Ragni, Paola Navone, K-Lab, Spazio Erre sono solo alcuni dei nomi che hanno lavorato con la eco-fabbrica per fondere in maniera avanguardista genio creativo, design e le potenzialità di materie prime convenzionali e non.

Osare senza accontentarsi ha permesso a Essent’ial di essere presente nei più importanti concept store e boutique al mondo. Tra questi, MOMA (New York), ABC Home (New York),  JCrew (US), Anthropology (US), Merci (Parigi), The Conran Shop (Londra), La Rinascente (Milano – Roma), High Tech (Milano), Jannelli&Volpi (Milano), Pink Martini (Torino), Martino Design (Bologna).

24Bottles® per l’ADA Night Party 2019

Il brand di bottiglie plastic-free partner della serata di premiazione degli Archiproducts Design Awards

I colori del party di premiazione degli Archiproducts Design Awards 2019? Prosecco Gold e Tuxedo Black secondo 24Bottles®, la startup italiana che ha rivoluzionato il mondo delle bottiglie “a impatto zero” unendo design e sostenibilità. L’azienda plastic-free ha scelto di sponsorizzare l’evento di chiusura della quarta edizione degli ADA, regalando agli invitati centinaia di bottiglie Prosecco Gold Clima Bottle e Urban Bottle Tuxedo Black personalizzate con il logo di Archiproducts

“Pensiamo che una buona estetica possa essere un’ottima leva per convincere tutte le persone ad adottare comportamenti e stili di vita sani”, spiegano i fondatori di 24Bottles®, Giovanni Randazzo e Matteo Melotti. Nato nel 2013 con l’obiettivo di ridurre l’impatto delle bottiglie di plastica usa e getta, il brand si propone di creare oggetti utili, funzionali e belli da guardare. “Il nostro obiettivo – raccontano – è combinare forma e funzione per offrire collezioni uniche di bottiglie leggere e accessori coordinati, in modo da favorire uno stile di vita più sostenibile e confortevole.”

Il design diventa, dunque, un modo per invitare le persone a vivere nel pieno rispetto dell’ambiente, offrendo soluzioni alle problematiche derivanti dal cambiamento climatico. Una tematica che ha rivestito un’importanza fondamentale anche nel corso di questa edizione degli Archiproducts Design Awards e che ha portato il network a scegliere l’azienda come partner del party conclusivo. 

La stessa causa è stata già sposata da molti altri designer e brand, che hanno firmato per 24Bottles® collezioni inedite e super personalizzate: tra questi, Emilio Pucci, Vivienne Westwood, Elena Salmistraro, Nike e Diesel. Lo stesso talent show di Sky, X Factor, per la tredicesima edizione ha scelto l’azienda come partner ufficiale per promuovere e adottare comportamenti contro la plastica monouso.

Tre i modelli di bottiglie ecosostenibili prodotte dal marchio: Urban Bottle, la bottiglia in acciaio inossidabile più leggera al mondo, Clima Bottle, capace di mantenere le bevande calde per 12 ore e fredde per 24, e Infuser Bottle per portare sempre con sé infusi e tisane. Su ogni bottiglia – colorata con palette e texture sempre nuove – è riportato il numero -0,08, che rappresenta la quantità di CO2 che si evita di rilasciare nell’atmosfera ogni volta che si preferisce riutilizzare la propria “bottle” invece di acquistarne una in plastica.

Ma l’attenzione alla sostenibilità per 24Bottles® non si ferma alla produzione e alla scelta delle materie prime. Ad ogni fase del processo produttivo, infatti, l’azienda calcola l’impronta di carbonio delle bottiglie e l’intero volume delle emissioni di CO2 viene assorbito da Oxygen, la foresta creata e curata dal brand: alberi di cacao, arancio, caffè, avocado, mango, vengono piantati di volta in volta in sei diversi Paesi del mondo. 

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